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A scuola con l'arancia di Ribera DOP a Trieste

La campanella della scuola dell'infanzia e primaria Filzi - Grego di Trieste, alle 9.30 di una mattina assolata ma sferzata dalla bora, scandisce l'inizio di una lezione molto particolare. L'aula polifinzionale è occupata da tante arance, delle arance molto speciali che aspettano di incontrare i bambini e bambine dell'infanzia e gli alunni di II elementare delle sezioni A e B. Gli agrumi che tanto incuriosiscono piccoli e adulti sono Arance di Ribera DOP. A Trieste, infatti, ha avuto inizio l'evento "Cinque giornate con l’Arancia di Ribera DOP, buona da bere, buona da mangiare" nelle scuole d’Italia.

Il tour, organizzato dalla Compagnia del Cibo Sincero in collaborazione con il Consorzio di  tutela dell’Arancia di Ribera DOP e con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (Gestione Commissariale-ex Agensud, di cui al Decreto Commissariale 222 del 7 dicembre 2010), toccherà anche le città di Milano, Reggio Emilia, Roma e Torino. L'iniziativa è rivolta a scolari e studenti  per promuovere uno stile di vita più sano con maggior consumo di frutta e verdura.

Il dott. Giuseppe Bacchi, funzionario della Regione Sicilia, esperto di educazione agroalimentare, è alla sua prima esperienza con i bimbi della scuola dell'infanzia. Come raccontare loro quanto sia salutare mangiare tanta frutta e quanto siano buoni gli agrumi? I bimbi della sezione A guidati dall’insegnante Monica Bellini, poi quelli della sezione B con l’insegnante Roberta Radin, rispondono con grande partecipazione e entusiasmo alle sollecitazioni del Dott. Bacchi. Teneri e innocenti sono i loro piccoli racconti di vita quotidiana, a scuola e in famiglia. Cosa mangiano a colazione? Quale cibo preferiscono? A ciascuna domanda i piccoli allievi rispondono con precisione e cognizione, lasciando spesso di stucco gli adulti presenti.

E' giunto il momento di passare all’azione. Giuseppe Bacchi mette in scena un'inedita favola con protagonisti mai visti fino a ora. Ecco a voi Dorancia, la mamma arancia, sorridente, tenera, attenta ai bisogni di tutti. A seguire Simone, il limone, che è un papà a volte un po' acido ma tanto buono. Arriva Anselmo il pompelmo, ottimo come frutto ma dalle dimensioni tali da far pensare a un bimbo grassottello, che mangia troppe patatine fritte e non ama molto la frutta e la verdura. Poi ci sono Rino, il mandarino, il fratello col giusto peso che mangia cibi genuini e il piccolo Nesino il cinesino.

Non può mancare un'allegra sorella, Antonella la fortunella, minuta ma piena di energie. Arriva anche Lella, la sanguinella, rossa e vivace e poi una cuginetta chiamata Valentina la clementina. Attenzione, tutti zitti e buoni, c’è nonno Fedro, il cedro, con qualche bernoccolo ma sempre ricco di vigorìa! E’ un po' anziano, ma ha una salute di ferro perché durante la sua vita ha mangiato in maniera corretta. Ospite gradita Niglia la vaniglia, dolcissima (e fa bene anche a piccoli e grandi che hanno un alto tasso di glicemia nel sangue). Il dott. Bacchi mostra alcune foto dei luoghi in cui l'allegra famigliola vive, immagini quasi reali di agrumeti che si estendono a perdita d’occhio in Sicilia, carichi di frutti. Dal sacchetto delle meraviglie poi estrae anche un rametto di profumatissimi fiori di zagara!

Nel frattempo la famiglia degli agrumi si anima. Gerlando e Giuseppe, validi collaboratori del Consorzio, sbucciano le arance, le offrono a spicchi, poi avviano la magica macchina spremiagrumi. Decine e decine di arance si trasformano, come per magia, in delizioso succo che i bambini bevono in bicchieri rigorosamente in mater-bi forniti dall’azienda Ecozema. Tanti chiedono il bis e anche il tris. Dai loro occhi traspare divertimento e piacere. Fanno tanta tenerezza quando rientrano nelle loro classi con le labbra color arancio e un'arancia in mano custodita gelosamente!

Intanto nell'aria si sprigiona un delizioso profumo che, quasi materializzandosi, attira gli alunni delle classi di II Elementare guidate dall'insegnante Giorgio Bozzolini e dall'insegnante Luisella Bonatti. Per loro il dott. Bacchi ha preparato una lezione diversa. Dopo le presentazioni di rito gli alunni si preparano abbastanza attenti e concentrati alla visione di diapositive ricche di illustrazioni e nuove informazioni. L’approccio è più scientifico, Giuseppe Bacchi spiega perché bisogna mangiare la frutta e quanto bene faccia la vitamina C in essa contenuta, poi descrive il luogo d’origine della bionda arancia brasiliana, racconta come è arrivata nel territorio riberese, spiega perché è senza semi e perché ha una polpa croccante e dolce.

Assistono alle lezioni anche Martino Ragusa, presidente della Compagnia del Cibo Sincero, la dott.ssa Francesca Genuzio, vice-dirigente dell’Istituto comprensivo San Giovanni e la dott.ssa Paola Fabbro, nutrizionista. E’ stato interessante lo scambio interattivo tra i presenti e i ragazzi che hanno rivolto tante domande e raccontato le loro abitudini alimentari. Il dott. Bacchi e la dott.ssa Fabbro hanno posto l’accento sull’importanza di un’alimentazione sana, senza comunque censurare cibi meno salutari, che non vanno banditi dalle nostre tavole ma consumati con moderazione.

182_6Dalla teoria alla pratica. I ragazzi hanno toccato le arance, le hanno sbucciate, ne hanno annusato il profumo, le hanno mangiate in spicchi e poi, anche loro, hanno fatto un pieno di spremuta. Non un sorso ma un vero pieno di salute per molti ragazzi che hanno scoperto la bontà della fresca spremuta dell’Arancia di Ribera DOP durante un’esperienza che non dimenticheranno facilmente. Un grande successo è stato convincere un alunno cui non piaceva l’arancia ad assaggiare e poi a bere un intero bicchiere di spremuta, senza troppo sforzo!

Alla fine dell’ultima lezione si respirava un’aria diversa, di grande soddisfazione da parte di tutti. I bambini portatori essi stessi di energia, già ben preparati dagli insegnanti, hanno sicuramente memorizzato quanto il Dott. Bacchi ha loro raccontato. Missione compiuta dunque perché il messaggio di uno stile di vita sano ed equilibrato, trasmesso con gli strumenti adatti, è stato recepito e sicuramente riportato in famiglia, principale fonte educazione e  formazione, insieme alla scuola.

Si ringraziano gli insegnanti della scuola dell’infanzia e primaria Filzi-Grego dell’Istituto comprensivo San Giovanni di Trieste che hanno aderito all’iniziativa, in particolare la Dott.ssa Francesca Genuzio e l’insegnante Monica Bellini.

(di Giuditta Lagonigro, da IL GIORNALE DEL CIBO)

 

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